Emilio - You love the Penis !
Co1N – .. Sorry ?
Emilio – Because.. I loooove the Penis!
Co1N - …
Ogni paese ha le sue novità, e tra le tante nel nuovo paese che ho visitato, la scoperta del mio coinquilino è stata una delle più emozionanti. Ogni paese ha la sua Standa, in Irlanda c’è Penney’s, il cui nome vagamente e malamente pronunciato puo’ ricordare quello dell’organo che ben suonato produce sinfonie meravigliose.
L’antagonista di Penney’s e’ Dunnes Store: da sempre queste due entità combattono una lotta letale all’ultimo sconto per la conquista del cuore di qualche anonima casalinga di Dublino.
E – You love the Penis !
C – I’ll move into another room tonight.
E – You love the Penis !
C – I prefer Dunnes Store.
E – What?! Come on, the Penis.. don’t you like it?
C – … I should cook right now.
La confusione aumentava, ma ci si abitua anche a quella. Per una settimana questa storia e’ andata avanti, al mattino e alla sera, al posto degli usuali saluti, la voce di Emilio diventava sempre piu’ persuasiva, e in una sorta di convincimento ipnotico, cominciavo a crederci.
E – You love the Penis!
C – ( distrattamente ) Yeah.
E – I know it. Me too.
C - …
Le uniche eccezioni alle abitudini conversatorie deviate tra me ed Emilio avvenivano quando cercavo di studiare mentre lui continuava nella sua propaganda politica.
E – You love the Penis !
C – Ekkekkazzo Emì, canna !
E – What?
C - .. Nothing.
Infine, capii.
Un allineamento cosmico tra le sfere celesti aveva formato una sorta di enorme punto interrogativo che ora gravava, divino, sul mio coinquilino. Un giorno, cogliendo per sbaglio una conversazione tra Agnieszka (la mia coinquilina polacca, il nome la cui pronuncia mi procura sempre un notevole stress alle corde vocali) ed Emilio..
Emilio - .. so, how do you say pussy in Polish?
Agnieszka - Ropny.
E - … sorry, but you’ve said it was Penis …
A – ( con espressione un po’ disturbata ) Absolutely no!
Co1N - ( apparendo repente dalla cucina, dove al solito mi segregavo per sfuggire ad Emilio )
Sorry, but Penis in english is
[ violento scatto della mano sinistra sull’incavo del braccio destro teso ].
Emilio comincia a cambiare colore.
C – ( rigirando lentamente il coltello nella piaga, dopo averlo premurosamente passato in sale e limone ) Penis in English, Pene in Italian, I believe it should be very similar in Spanish…
Emilio fugge nella camera dell’altra coinquilina, polacca anch’essa, in quanto non si fida delle spiegazioni da noi fornite.
La coinquilina ovviamente sbotta a ridere nel sentire la domanda di Emilio.
Emilio – OH MY GOD!
Co1N – You don’t love the Penis anymore.
[ Emilio scappa via gridando ].
A ricordare questa storia confusa, mi occorrerà cercare di fare chiarezza.
Dunque, per sbaglio un giorno Emilio aveva malamente capito che Penis fosse Pussy in Polacco, per ragioni del tutto sconosciute al mondo occidentale: ad aggravare il suo fraintendimento, il fatto che vive a Dublino da ormai un anno e mezzo. D’altronde, prima di usare bene una parola di quel calibro in determinate contestualità, sarebbe obbligatorio informarsi premurosamente, e soprattutto, anticipatamente: si potrebbero cosi’ evitare situazioni decisamente pericolose per la propria vita sociale.
Emilio – You love the Penis!
Ragazza Appena Conosciuta – Eeehh??
Emilio – Because I loooove the Penis!
Ragazza – .. I need the toilet .
[ una volta nel bagno, scappa dalla finestra, correndo ]
Emilio mi raccontò poi che i rapporti con i suoi colleghi di lavoro erano decisamente incrinati da un po’ di tempo a questa parte, gliene domandai il motivo ma non seppe rispondermi. Tutti lo consideravano un gran lavoratore, ma da una settimana circa tendevano ad evitarlo. Gli dissi sai, talvolta la gente è strana.
Il mistero rimane. Non so come sia possibile che non ne conoscesse il significato, non so perchè lo usasse per farsi nuovi amici (senza spiegare che era una supposta [in entrambe le accezioni] per lui parola polacca) e, peggio ancora, per approcciare le ragazze (che senso ha? presunzioni di bisessualità?), eppure lo ha fatto, e io, davvero, gliene sono infinitamente grato.
Ora Emilio è una persona felice, ha recuperato tutti i rapporti precedentemente deterioratisi, e gira sempre con un dizionario in tasca, un dizionario che gli ho regalato, un dizionario polacco, solo polacco.
Emilio, ti voglio bene.
Emilio, se la madre degli scemi è sempre incinta, probabilmente tu sei il padre.
Per il finale, ringraziare Boncompagni:
Ahiahiahi se faccio un figlio,
ahiahiahi lo chiamo Emilio...